Fondi paritetici interprofessionali: le linee guida 2026 per la gestione

Con decreto direttoriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dell'11  gennaio 2026 sono state adottate le nuove Linee guida in materia di attivazione, funzionamento e vigilanza dei fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua, che sostituiscono integralmente  il documento del 9 gennaio 2026 

Il provvedimento introduce un quadro regolatorio più organico e stringente, con nuovi obblighi organizzativi, digitali e finanziari per i Fondi, maggiore integrazione con il sistema delle politiche attive del lavoro e un rafforzamento delle attività di monitoraggio e controllo da parte del Ministero.

Gli obiettivi del documento

Le Linee guida perseguono innanzitutto l’obiettivo di uniformare il funzionamento dei Fondi interprofessionali, chiarendo criteri, procedure e responsabilità nella gestione delle risorse derivanti dal contributo obbligatorio dello 0,30%.

Secondo il Ministero, i Fondi devono assumere un ruolo sempre più centrale nelle politiche attive del lavoro, non limitandosi al semplice finanziamento della formazione aziendale, ma contribuendo anche alla gestione delle transizioni occupazionali, alla riqualificazione professionale e alla certificazione delle competenze.

Tra gli obiettivi principali del documento figurano:

  • rafforzare trasparenza e accountability nella gestione delle risorse;
  • garantire una maggiore qualità degli interventi formativi;
  • migliorare la capacità di controllo e vigilanza;
  • favorire la digitalizzazione dei processi;
  • integrare i sistemi dei Fondi con le piattaforme informative nazionali;
  • collegare la formazione continua ai fabbisogni reali delle imprese e dei lavoratori.

Grande attenzione viene inoltre riservata alla tracciabilità delle attività formative e alla valorizzazione delle competenze acquisite dai lavoratori attraverso sistemi di attestazione e certificazione coerenti con il Fascicolo elettronico del lavoratore.

I contenuti principali del provvedimento

Le nuove Linee guida disciplinano l’intero ciclo di vita dei Fondi interprofessionali: dalla costituzione all’autorizzazione, fino alla gestione finanziaria, ai controlli e all’eventuale revoca.

Nuove regole per autorizzazione e mantenimento

Per ottenere l’autorizzazione, ciascun Fondo dovrà presentare:

  • accordo interconfederale;
  • statuto;
  • atto costitutivo;
  • piano triennale di fattibilità.

Viene introdotto inoltre un sistema di verifica periodica del mantenimento dei requisiti, basato su specifici indicatori di sostenibilità, affidabilità e operatività.

In caso di gravi irregolarità o mancato rispetto degli standard previsti, il Ministero potrà disporre:sospensione;commissariamento; revoca dell’autorizzazione o addirittura liquidazione del Fondo.

Le Linee guida rafforzano anche le regole sulla governance interna dei Fondi.

Gli organi fondamentali restano: Consiglio di amministrazione; Presidente; Vicepresidente; Collegio sindacale ma vengono introdotti limiti ai mandati, obblighi di rotazione degli incarichi e verifiche sui conflitti di interesse.

Ogni Fondo dovrà inoltre adottare un Regolamento generale di organizzazione, gestione, rendicontazione e controllo, contenente procedure dettagliate sulle modalità operative e sui sistemi di vigilanza interna.

Limiti alle spese di funzionamento: circolare di istruzioni

Uno dei punti più rilevanti riguarda il contenimento delle spese amministrative. Le nuove disposizioni fissano infatti un limite massimo  alle spese di funzionamento, calcolato calcolata in base al numero di lavoratori aderenti.  Con la circolare del 27 ottobre 2026 il Ministero ha chiarito le modalità di calcolo leggi qui le indicazioni operative . 

Per garantire maggiore solidità finanziaria, viene inoltre introdotto l’obbligo di costituire il FEGR, cioè il Fondo economie di gestione e rischi, pari almeno al 3% della media del gettito del triennio precedente.

Formazione e utilizzo delle risorse

Le Linee guida confermano la distinzione tra:

Conto individuale, alimentato dai versamenti della singola impresa aderente;

Conto collettivo, destinato a finanziare interventi di sistema e avvisi pubblici.

Per i Conti collettivi vengono rafforzati gli obblighi di trasparenza e pubblicità degli Avvisi, con criteri più chiari  su selezione dei progetti; tempi di approvazione; rendicontazione; controlli sulle spese. Particolare rilievo assume anche il tema della certificazione delle competenze, che dovrà essere integrata nei percorsi formativi finanziati.

Digitalizzazione e nuovi sistemi informativi

I Fondi saranno tenuti ad adottare:

  • sistemi informatici interoperabili con il Ministero del Lavoro;
  • registri elettronici delle attività formative;
  • piattaforme sicure per la formazione a distanza;
  • procedure di cybersecurity e protezione dei dati.

Le Linee guida richiedono inoltre la conformità al GDPR, alla direttiva NIS2, alle Linee guida AgID, agli standard ISO sulla sicurezza informatica.

Gli allegati tecnici

Il provvedimento è accompagnato da quattro allegati tecnici che costituiscono parte integrante delle nuove Linee guida.

L’Allegato 1 definisce gli standard minimi di funzionamento, gli indicatori di verifica e le soglie quantitative che i Fondi dovranno rispettare.

Tra i requisiti figurano anche specifiche certificazioni organizzative e di qualità, come:

  • ISO 9001;
  • ISO 27001;
  • ISO 37001;
  • certificazione per la parità di genere.

L’Allegato 2 contiene invece lo schema tipo del Regolamento generale che ciascun Fondo dovrà adottare.

Gli Allegati 3 e 3.1 disciplinano infine il nuovo modello di rendicontazione finanziaria, con tabelle standardizzate per la gestione contabile, il monitoraggio delle spese e la verifica degli indicatori di funzionamento.

Scarica le linee guida e gli allegati

Scarica qui linee guida e  Allegati