Redditi lavoro autonomo e pensione: dichiarazione entro il 30 novembre

L'INPS ha pubblicato il  Messaggio n. 4101-2022 in materia di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo e sulla necessaria dichiarazione reddituale.
 L'articolo 10 del decreto legislativo 3, n. 503/1992 , prevede infatti  che i titolari di pensione sono tenuti ad inviare all'ente pensionistico  la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo riferiti all'anno precedente. Il termine è quello  previsto per la dichiarazione dei redditi. 

Quindi i titolari di pensione con decorrenza compresa entro l'anno 2021, sono tenuti a dichiarare entro il 30 novembre 2022  i redditi da lavoro autonomo conseguiti nell'anno 2021. Vediamo di seguito le principali indicazioni dell'INPS .

Pensionati esclusi  dall'obbligo di dichiarazione reddituale 2021

Sono esclusi dall'obbligo di dichiarazione, in quanto non soggetti al divieto di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo:

– i titolari di pensione e assegno di invalidità avente decorrenza compresa entro il 31 dicembre 1994;
 – i titolari di pensione di vecchiaia.

 i titolari di pensione di vecchiaia liquidata nel sistema contributivo,

 i titolari di pensione di anzianità e di trattamento di prepensionamento a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima, in quanto dal 1° gennaio 2009 tali prestazioni sono totalmente cumulabili con i redditi da lavoro (cfr. circolare n. 108 del 9.12.2008, p. 2);

 i titolari di pensione o assegno di invalidità a carico dell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, delle forme di previdenza esonerative, esclusive, sostitutive della medesima, delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi con un’anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni.

I pensionati che non si trovano nelle condizioni  precedenti  sono tenuti ad effettuare la comunicazione dei redditi da lavoro autonomo.

Casi particolari di redditi esenti dal divieto di cumulo 

  • i titolari di pensione di invalidità e di assegno di invalidità che sarebbero soggetti al divieto sono esentati  qualora  abbiano conseguito un reddito da lavoro autonomo pari o inferiore a euro 6.702,54.
  • i redditi derivanti da attività svolte nell'ambito di programmi di reinserimento degli anziani in attività socialmente utili promosse da enti locali ed altre istituzioni pubbliche e private  non hanno rilievo  .
  •  le indennità percepite per l'esercizio della funzione di giudice di pace sono cumulabili con i trattamenti pensionistici e
  • Le indennità e i gettoni di presenza percepiti dagli amministratori locali non costituiscono reddito da lavoro ai fini del cumulo con la pensione .
  • le indennità comunque connesse a cariche pubbliche elettive (non costituiscono redditi da lavoro ai fini del cumulo con la pensione
  •  leindennità percepite dai giudici onorari aggregati per l’esercizio delle loro funzioni (cfr. circolare n. 67 del 24 marzo 2000).
  •  i pensionati che svolgono la funzione di giudice tributario sono esclusi dal divieto di cumulo per le indennità percepite.

DICHIARAZIONE A PREVENTIVO

Dato che le trattenute delle quote di pensione non cumulabili con i redditi da lavoro autonomo vengono effettuate provvisoriamente dagli Enti previdenziali sulla base della dichiarazione dei redditi che i pensionati prevedono di conseguire nel corso dell'anno,  gli interessati sono tenuti a rilasciare all'Ente previdenziale competente  anche una  dichiarazione preventiva  riguardante  il reddito che prevedono di conseguire nel corso del 2022.

Le trattenute che verranno operate sulla pensione "a preventivo" saranno conguagliate sulla base della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2022, resa a consuntivo nell'anno 2023.

IL CASO INPGI

L'inps ricorda anche che dal 1° luglio 2022 le pensioni di invalidità di cui all’art. 8 del Regolamento di previdenza della Gestione Sostitutiva dell’AGO dell’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti (INPGI) sono cumulabili con i redditi da lavoro, pertanto, le istruzioni  si applicano  anche nei confronti dei titolari delle predette pensioni con riferimento alla dichiarazione a preventivo.

Dichiarazione reddituale pensioni e lavoro autonomo: come fare

La dichiarazione  reddituale può essere resa tramite CAF ed altri soggetti abilitati  oppure

  • direttamente online sul sito www.inps.it,  tramite autoricazione con SPID , CIE o  CNS , SO può accedere ai Servizi on line per il cittadino e selezionare la voce Dichiarazione  Reddituale – Red Semplificato (per la dichiarazione RED). Nel successivo  pannello  occorre  scegliere  la  Campagna  di  riferimento:  nella fattispecie, 2022 ( dichiarazione redditi per l’anno 2021)
  •  attraverso il Contact Center Multicanale, raggiungibile al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) e al numero 06 164 164 (da rete mobile con costi variabili in base al piano tariffario del proprio gestore telefonico), sempre previa autenticazione con lidentità digitale .Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle ore 20, e il sabato dalle ore 8 alle ore 14 (ora italiana).

REDDITI DA DICHIARARE

I redditi da lavoro autonomo devono essere dichiarati al netto dei contributi previdenziali e assistenziali e al lordo delle ritenute erariali.

Il reddito d'impresa deve essere dichiarato al netto anche delle eventuali perdite deducibili imputabili all'anno di riferimento del reddito.

Le sanzioni previste per la violazione dell'obbligo 

i titolari di pensione che omettano di produrre la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo, sono tenuti a versare all'Ente previdenziale di appartenenza una somma pari all'importo annuo della pensione percepita nell'anno cui si riferisce la dichiarazione; la somma sarà trattenuta dalle rate di pensione dovute al trasgressore.